Specchio delle mie brame
Quando ti vidi mi innamorai e tu sorridesti perchè lo sapevi.
-William
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6 settembre 2011

Un amore all'improvviso.

Settimana scorsa ho trovato il libro da cui è tratto il film "Un amore all'improvviso".
Me n'ero quasi dimenticata della sua ricerca, entrando in libreria però l'ho visto.
"La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo".
Uno dei più bei libri che abbia mai letto.
Forse il mio preferito.
L'ho letto in quattro giorni, ogni pagina era una singola avventura.
Come se anch'io fossi partecipe, come se anch'io fossi capace di viaggiare nel tempo. Come se anch'io avessi addosso quella malinconia di non vedere più mio marito per giorni interi. Come se anch'io avessi quella voglia di abbracciarlo e di non volerlo mai lasciare.



Adesso sto guadando, oramai ho perso il conto di quante volte l'ho visto, il film. Ora vi lascio il trailer. Se una sera non avete niente da fare, e vi viene voglia di vedere un bel film. Ecco ve lo consiglio :-)


1 agosto 2011

Il piccolo Principe

Ho già scritto uno o due post sul "Piccolo Principe", ma non ci posso fare niente. Ogni volta che guardo quella mia piccola libreria, LUI è lì, che mi osserva con attenzione. E ogni volta anche solo a leggerne il titolo mi sento strana, quasi attratta da quel piccolo libricino.
E così ogni volta lo prendo in mano e lo leggo.
Tutto d'un fiato.

Ultimamente ho anche scoperto come fotografare i testi.
Con la NON-mia piccola macchina fotografica da 90 Euro buoni.
Ed ha pure i cristalli dello schermo rotti. Quindi se devi fare una foto devi andare un po' a occhio.
Anch'io vorrei avere una di quelle belle macchine fotografiche da 599 Euro, che hanno quasi tutte le ragazze per farsi le foto per FACEBOOK. Io la vorrei solo per riprendere tutti i tramonti dal balcone di casa mia per farveli ammirare.
Per catturare quei colori, che non sempre vengono perfetti.
Solo per questo.
Ma non posso, quindi per ora mi dispiace ma vi dovrò accontentare con qualche piccola foto "malandata".



Io credo che egli approfittò, per venirsene via,
di una migrazione di uccelli selvatici.

18 gennaio 2011

Sogno di una notte di mezza estate

DEMONE
Salve, Spirito! Dov'è che vai errando?

FATA
Sui colli e sulle valli
nei boschi e nei roveti
sui parchi e sui recinti
per flutti e per fuochi,
della sfera della luna
più presta men vado.
E servo la Fata Regina,
irrorando di rugiada
le sue impronte sull'erba.
Le fan scorta i verbaschi
dalle vesti dorate
con macchie vermiglie -
rubini son questi,
cari doni delle Fate,
come efelidi profumate.
Stille di rugiada ho da cercare
le orecchie dei verbaschi ad imperlare.
Addio, Spirito villanzone. Me ne vado.
Sta giungendo con gli elfi la Regina.


-Atto secondo, scena prima di
"Sogno di una notte di mezza estate"-

William Shakespeare


7 gennaio 2011

Antologia di Spoon River

Un bel regalo di Natale direi, l'Antologia di Spoon River.
L'autore Edgar Lee Masters negli anni 1914 e 1915 ha creato una raccolta di poesie su persone ora seppellite nel cimitero dell' ononima città.
Ora Sono arrivata più o meno a metà libro, ma voglio finirlo tutto, prima di dire quale poesia a mio parere è la migliore.
Per ora vi lascio solo quella iniziale, una specie di prefazione..

LA COLLINA
di Edgar Lee Masters


Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
L’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
Uno fu arso nella miniera,
Uno fu ucciso in una rissa,
Uno morì in prigione,
Uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
Tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
La tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
Una di amore contrastato,
Una sotto le mani di un bruto in un bordello,
Una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
Una inseguendo la vita lontano, in Londra e Parigi,
Ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
Tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
E il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
E il maggiore Walker che aveva conosciuto
Uomini venerabili della Rivoluzione?
Tutti, tutti dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
E figlie infrante dalla vita,
E i loro bimbi orfani, piangenti -
Tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov’è quel vecchio suonatore Jones
Che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
Fronteggiando il nevischio a petto nudo,
Bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
Non al denaro, non all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
Delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
Di ciò che Abe Lincoln
Disse una volta a Springfield.
[da Spoon River Anthology]

27 dicembre 2010

_Il piccolo principe

A Léon Werth

Chiedo scusa ai bambini d’aver dedicato questo libro a un adulto.
Ma ho un serio motivo: questo adulto è il miglior amico che io abbia al mondo.
E ho anche un altro motivo: questo adulto può capire tutto, perfino i libri per bambini.
Ho anche un terzo motivo: questo adulto abita una parte di Francia dove c’è fame e freddo.
Se questi pretesti non sono sufficienti, voglio allora dedicarlo al bambino che fu, un tempo, questo adulto.

Tutti gli adulti sono stati bambini.
(Ma pochi se ne ricordano).

Correggo dunque la mia dedica:

A Léon Werth
quando era bambino.


Mi hanno regalato il libro per Natale. Non l'avevo mai letto.
L'ho divorato in 2 giorni.

12 dicembre 2010

_Lulù Delacroix


Un libro che unisce, all’interno di una sontuosa architettura narrativa, la dolcezza del "Piccolo principe", il fantastico di "Alice nel Paese delle Meraviglie" e l’inquietudine di "Pinocchio". Isabella Santacroce ci spalanca le porte di tutto il suo immaginario e ci trascina in un romanzo fi aba indimenticabile e senza tempo --- A Perfect City, dove tutto è ordine, armonia e bellezza, regole severe proibiscono ogni imperfezione. Nulla turba la vita senza difetti dei suoi abitanti. Per questo mondo di fi aba artefatta, terrorizzato da ogni forma di diversità, la piccola Lulù Delacroix rappresenta una minaccia. Di più, un’offesa inaudita. Perché Lulù non è una bambina come le altre: non ha i capelli, ha due occhi enormi, una pelle bianchissima e uno strano modo di esprimersi. Nessuno la accetta, neppure i genitori che per lei non conoscono dolcezza, tantomeno le sue sorelle Ada e Dolores che si divertono a tormentarla con giochi crudeli. Per questo la decisione è drastica: quella ragazzina è un mostro, spaventa le persone, non dovrà mai uscire di casa. Così Lulù si crea un universo privato per sopravvivere alla realtà che la rifiuta, fino a quando l’incontro con Mimì, una bambola con un braccio e un occhio solo, nel giorno del suo sesto compleanno la trascinerà nella più grande avventura della sua vita. Insieme dovranno raggiungere il Mondo del Mistero e, tra mille incontri e fantastiche acrobazie, sconfi ggere i pregiudizi, origine di ogni infelicità.

10 dicembre 2010

_Carol O'connel "La donna che leggeva la morte"


Prima cosa che dico è che questo libro mi ha deluso. Molto deluso.
Non un momento d'azione, solo verso la fine le cose si smuovono un po'. Tutto avviene in una cittadina tranquilla, un signore ritrova sera dopo sera le ossa di suo figlio in veranda e non vuole dire niente all'altro figlio che lo scopre tornando a casa dopo quasi 10 anni d'assenza. Le ossa sono del fratello Josh che anni prima era uscito a fare una passeggiata nel bosco col fratello, poi aveva abbandonato il fratello proseguendo e non si erano più avute notizie.
Ora osso dopo osso "ritorna" a casa, il fratello indaga seguito dalla polizia e controllato a vista da una ragazza da cui era sempre stato attratto da giovane.
La vicenda si svolge tutta nella cittadina, con una serie di interrogatori, di incontri con vecchie conoscenze, di passeggiate nel bosco.
L'unico momento un po' di suspanse e di "movimento" è proprio la fine in cui tutti i misteri sono svelati e ci scappa anche il morto.

Mi ha deluso, io ho letto la maggior parte dei libri di Carol però questo proprio non m'è andato giù. Inoltre il titolo con l'ho capito, non c'entra con la vicenda, anche se solitamente è così però comunque un minimo introduce quello che poi sarà nel libro. La donna che leggeva la morte forse è la madre della ragazza che disegna i cittadini come uccelli nei suoi diari. Però sinceramente non so.